PERCHE’ IL PEST CONTROL E’ FONDAMENTALE PER IL CONTENIMENTO DELLE MALATTIE

PERCHE’ IL PEST CONTROL E’ FONDAMENTALE PER IL CONTENIMENTO DELLE MALATTIE

In questi giorni molto difficili, l’attenzione mondiale è rivolta a un microrganismo responsabile di una pandemia: covid19, un virus SARS.

Non ho le competenze per poter affermare con sicurezza se sia un virus ingegnerizzato (creato artificialmente) oppure “naturale”, e me ne guardo bene.

 

Ciò su cui voglio puntare l’attenzione è la “matrice”, che parrebbe derivare comunque da un animale, precisamente un pipistrello. Prendo le mosse da questo fatto (la possibile trasmissione di un patogeno interspecie) per rimarcare il ruolo fondamentale nella tutela della salute pubblica del mio settore di attività, il pest control. Ci occupiamo di contenimento, monitoraggio e soppressione di infestanti.

 

I cd. “animali infestanti” sono rilevanti infatti non soltanto da un punto di vista economico (a causa dei danni fisici e materiali che riescono a generare), ma anche e soprattutto dal punto di vista igienico e medico, in riferimento alla loro capacità di trasmettere malattie o parassiti.

 

Con il termine zoonosi o antropozoonosi, si intende infatti qualsiasi malattia o infezione trasmessa direttamente o indirettamente all’uomo da animali quali i roditori o insetti. La maggior parte degli insetti che infestano gli spazi vissuti dall’uomo è infatti portatrice (cd. “vettore di agenti patogeni”) di batteri e virus che causano malanni più o meno gravi.

 

Il termine vettore deriva dal latino vector e significa letteralmente “colui che porta”: in parole povere, qualsiasi cosa (vettore inanimato o fomite) od organismo vivente (vettore animato) idoneo a veicolare o trasmettere un agente patogeno da un animale ad un altro, o da un animale infetto all’uomo.

I vettori rilevanti nell’ambito che ci interessa si distinguono in diverse sottocategorie:

  • Artropodi (macro-categoria che comprende insetti, acari e aracnidi, dei quali solo alcuni ci interessano in questo momento);
  • roditori (topi e ratti);
  • volatili (principalmente colombi di città, ma anche pipistrelli, come purtroppo abbiamo imparato);
  • microorganismi (di vario genere), batteri e muffe.

I vettori possono essere ulteriormente distinti in due macro-gruppi a seconda che siano in grado di trasmettere una malattia infettiva attivamente o passivamente:

  • i vettori biologici (es: zanzare e zecche): gli agenti patogeni si moltiplicano

nell’organismo del vettore per essere successivamente trasmessi al nuovo ospite, in genere in seguito a morso o puntura;

 

  • i vettori meccanici (es: mosche o blatte): possono trasportare fisicamente l’agente

infettivo trasmettendolo, in genere per contatto fisico, all’ospite direttamente o contaminando le superfici con cui l’ospite viene a contatto.

 

Le pulci, ma soprattutto le zecche, sono vettori biologici importanti, poiché attraverso la loro puntura sono responsabili della trasmissione biologica attiva di malattie:

 

  • le pulci: non dimentichiamoci che le pulci sono considerate responsabili delle epidemie

di peste (essendo parassiti propri dei ratti, che ai tempi proliferavano indisturbati) che

 

hanno imperversato in Europa nei secoli passati e che ne hanno decimato la popolazione;

 

  •  le zecche possono veicolare virus, batteri, protozoi ed elminti (i vermi intestinali, per intenderci) ad animali e uomo. Ad esempio, la puntura della zecca può trasmettere zoonosi quali l’encefalite da zecche, la malattia di Lyme, le rickettsiosi (tra cui la febbre Q). Nel cane, la zecca può trasmettere la filaria.

 

Anche le zanzare trasmettono malattie importanti, che hanno causato recentemente veri e propri allarmi sanitari, come la zyka e la dengue, e nel passato la temutissima malaria.

 

Le patologie pericolose per l’uomo non sono trasmesse solo dagli insetti ematofagi (= che si nutrono di sangue, come pulci, zanzare e zecche) ma anche da quelli “striscianti” come le blatte. Questi insetti infatti stazionano in luoghi umidi e bui (ad esempio, tombini e fognature) e si ricoprono di batteri e virus che trasportano sul proprio corpo, contaminando tutto ciò con cui entrano in contatto, superfici ed alimenti.

Ma sono soprattutto i roditori ad apportare i maggiori danni, non solo sanitari ma anche fisici.

Essendo mammiferi, si riproducono continuamente per quasi tutto l’anno, raggiungendo, se non sottoposti a controllo,numeri davvero preoccupanti. Basti pensare che un roditore è in grado di riprodursi già a due mesi di età, e si accoppia

in media 4/5 volte l’anno. Ogni cucciolata produce in media dai 4 ai 10 esemplari. E’ sufficiente fare due conti per capire che se non controllati, questi animali prendono facilmente il controllo dell’ambiente in cui si muovono.

I topi e i ratti trasmettono numerose malattie attraverso saliva, escrementi e urina (si parla in questi giorni di casi di hantavirus, che derivano dal contatto con l’urina e le feci di topo, confusi e sovrapposti a quelli di covid19), per cui la prevenzione attraverso campagne di derattizzazione riveste un ruolo importantissimo e, ahimè, purtroppo spesso sottovalutato.

 

A completare il quadro, i roditori veicolano a loro volta i propri parassiti, come le pulci, che come abbiamo visto possono essere causa di ulteriori infestazioni e problemi.

Oltre le operazioni di sanificazione a cui siamo chiamati in questi giorni, il nostro lavoro è complesso e di grande responsabilità. Rivestiamo un ruolo nel mantenimento di equilibri preziosi e nella tutela della pubblica salute.

Fiera che il valore di tanti Operatori di pest control sia finalmente compreso per quello che è,essenziale.

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